Splinder e il tempo che fù..

E’ passato più di un mese dal mio ultimo post..
Quando ero su Splinder non mi è mai successo che passasse tanto tempo tra un post e l’altro.. Quando ero su Splinder… Ma quello era un momento “magico”. E Splinder era un posto, virtuale si, ma dove potevi incontrare persone come te. Con la tua stessa voglia di comunicare e fare amicizia. Non come Faccialibro. Che è un posto di “leoni da tastiera” e da cazzeggio e sfoghi. Polemiche sterili e comunicazioni..anche. Io credo che questo sia stata la nota vincente di Splinder. Quella voglia di comunicare che ci accomunava tutti.

Io lo so cosa stanno facendo ora tutti quelli che hanno avuto un blog attivo su Splinder…. Sospirano e pensano a quel tempo… Un tempo passato e finito anche male. Perchè Splinder ha chiuso anni fa e senza troppi complimenti. Mettendo “per strada” tutti quelli che lì, ci si erano costruita “casa”.
Gli splinderiani si sono “persi” nel web..alla ricerca di una piattaforma che gli somigliasse, con scarsa fortuna e alla fine, arresi, sono finiti un pò tutti su Faccialibro. (ma ci sono stati anche tanti “duri e puri” che hanno lasciato il web e punto.)

Io non sono mai stata una da “nostalgia del passato”, però una considerazione mi viene di farla. Su Splinder si discuteva con la voglia di capire. Poi magari i toni si accendevano…ma non c’era la “voglia di lite” a tutti i costi.
Chissà cosa è cambiato….perchè noi…più o meno…siamo sempre gli stessi…

Il mio canto libero..

Chi mi conosce da tempo, sa che io non ‘festeggio’ l’8 marzo. Persino la definizione “festa della donna” mi dà fastidio fisico. E, se ci riuscite, evitate di ‘incasellarmi’ in qualche ‘definizione’ già confezionata x questo mio atteggiamento. Mi stanno ugualmente sulle balle, le donne che oggi vanno a vedere gli strip men, così come quelle che si stracciano le vesti per le povere operaie morte nel rogo della fabbrica, tanti anni fa. La vita è oggi, non ieri, non ancora domani.

Oggi.

E basta aprire un giornale e guardarsi un po’ in giro per capire che non ci sono motivi x festeggiare la Donna oggi. E nemmeno x stracciarsi le vesti. Ma ci sono milioni di motivi per FARE. Ognuna a modo suo. Ognuna con le sue idee. Con la sua realtà. Fare x se stesse. Fare x le amiche. Fare x il mondo. Fare x i figli e le figlie. Fare. Libere. Libere di mostrare le infinite sfaccettature che abbiamo. Perchè tutti quei neuroni che abbiamo, che ruminano sempre pensieri e che il mondo maschio, non può fare a meno di guardare perplesso senza capire, con un misto di invidia e rassegnazione, tutti quei neuroni, dicevo, devono pur servire a qualcosa oltre a incasinarci la vita, giusto?

E allora donne…usateli quei neuroni! Anche x prendervi la libertà di non usarli per un giorno, ma per un giorno soltanto..

Non festeggiate l’8 marzo.

Iniziate l’8 marzo. (Ma anche in qualsiasi giorno dell’anno..)

Non sentite che bello il suono di questa parola? Inizio.

Iniziate a fare. Qualcosa di piccolo. Non un impresa titanica, x carità. Una cosa quasi impercettibile, ma che vi piace. Qualcosa che potete ripetere domani e dopodomani. Che diventi un’abitudine. Tutta vostra. E profumi di libertà. E vi faccia sorridere.

Quel sorriso è la nostra festa. Quel sorriso è il giusto tributo per quelle povere operaie. Quei sorrisi che sono forza e rispetto x noi stesse. Che diventa aiuto anche per chi di noi è in difficoltà.

E per una volta, lasciatelo fuori il mondo maschio!

Perchè se vi ama davvero, impazzirà x quel sorriso.. 😊

Insulti..sgarbati..

Sgarbi.. Mi chiedo sempre perchè voglia essere ricordato x le volgarità. Ho l’età x capire che le sue sono sempre estreme provocazioni, ma ho scoperto sul finire degli anni dell’asilo, che le parolacce non rafforzano affatto un discorso. Anzi. Qualsiasi concetto, benché giusto, viene oscurato e/o
sminuito dalla volgarità. Purtroppo se il vocabolario di una persona scarseggia, in certe situazioni diventa quasi inevitabile l’uso di un gergo volgare. Ma non è certo il caso di Sgarbi. E nemmeno ironizzare su ‘in nomen omen’, (Vittorio Sgarbi cioè “La vittoria dello sgarbato”?), credo possa spiegare il motivo delle sue continue volgari e aggressive esternazioni. Non credo necessiti di una ‘analisi psicologica’ e comunque io non sono in grado di farla. Ho chiesto più volte di lui ad un amico comune, ma a parte la stima indiscussa  x l’esperto d’arte, non sono comunque riuscita a capire questo suo aspetto e non posso pensare che sia SOLO x il vil denaro.. E nemmeno la necessità di sintesi tipica di questo tempo e dei social, può spiegare l’arcano. Come dice sempre un caro amico, la sintesi richiede tempo x elaborare un concetto fino a tirarne fuori la sola essenza, concentrata in poche, selezionate, pensate parole. La sintesi di un concetto è tutto tranne che una parolaccia, insomma.
Recentemente e con immenso piacere, ho avuto il privilegio di ascoltare dal Prof. Guido Saraceni, una ‘rilettura filosofica’ (posso chiamarla così, Prof?) di una delle mie commedie teatrali preferite, il Cyrano de Bergerac di Rostand.

Ecco.. Ogni volta che sento o leggo insulti infarciti di volgarità, mi viene in mente il famoso monologo del naso, dove Cyrano fa sapiente uso di sarcasmo e ironia e delle parole (e perché no, anche di sintesi..):
“IL VISCONTE: Ah……avete un naso troppo grande……

CIRANO, (grave.): Infatti!

IL VISCONTE, ridendo: Ah!

CIRANO, (imperturbabile.): Questo è tutto?….

IL VISCONTE : Ma…

CIRANO: È assai ben poca cosa!

 

Se ne potevan dire…. ma ce n’erano a josa, variando di tono. — Si potea, putacaso, dirmi, in tono aggressivo: «Se avessi un cotal naso, immediatamente me lo farei tagliare!»

Amichevole: «Quando bevete, dée pescare nel bicchiere: fornitevi di un qualche vaso adatto!»

Descrittivo: «È una rocca!… È un picco!.. Un capo affatto! Ma che! l’è una penisola, in parola d’onore!»

Curioso: «A che serve quest’affare, o signore? forse da scrivania, o da portagiojelli?»

Vezzoso: «Amate dunque a tal punto gli uccelli, che vi preoccupaste con amore paterno di offrire alle lor piccole zampe un sì degno perno?»

Truculento: «Ehi, messere, quando nello starnuto il vapor del tabacco v’esce da un tale imbuto, non gridano i vicini al fuoco nella cappa?

Cortese: «State attento, che di cotesta chiappa il peso non vi mandi per terra, a capo chino!»

Tenero: «Provvedetelo di un piccolo ombrellino, perchè il suo bel colore non se se vada al sole!»

Pedante: «L’animale che Aristofane vuole si chiami ippocampelofantocamaleonte tante ossa e tanta carne ebbe sotto la fronte!»

Arrogante: «Ohi, compare, è in moda quel puntello? Si può infatti benissimo sospendervi il cappello!»

Enfatico: «Alcun vento, o naso magistrale, non può tutto infreddarti, eccetto il Maestrale!»

Drammatico: «È il Mar Rosso, quando ha l’emorragia!»

Ammirativo: «Oh, insegna da gran profumeria!»

Lirico: «È una conca? Siete un genio del mare?»

Semplice: «Il monumento si potrà visitare?»

Rispettoso: «Soffrite vi si ossequii, messere: questo sì che vuol dire qualcosa al sole avere!»

Rustico: «Ohè, corbezzole! Dàgli, dàgli al nasino! È un cavolo gigante o un popon piccolino?»

Militare: — «Puntate contro cavalleria!»

Pratico: «Lo vorreste mettere in lotteria? Sarebbe il primo lotto!»

O in fin, parodiando Piramo, tra i singhiozzi: «Eccolo, l’esecrando naso che la bellezza del suo gentil signore distrusse! Or ne arrossisce, guardate, il traditore!»

Ecco, ecco, a un di presso, ciò che detto mi avreste se qualche po’ di spirito e di lettere aveste. Ma di spirito, voi, miserrimo furfante, mai non ne aveste un’oncia, e di lettere tante quante occorrono a fare la parola: cretino!

Aveste avuto, altronde, l’ingegno così fino da potermi al cospetto dell’inclita brigata servirmi tutti i punti di questa cicalata, non ne avreste nemmeno la metà proferito del quarto d’una sillaba, chè, come avete udito, ho vena da servirmeli senz’alcuna riserva, ma non permetto affatto che un altro me li serva.”

..bisogna saper passare dentro ai giorni tristi per raggiungere quelli felici.

Ci sono giorni che iniziano proprio storti. Come oggi. E sono la conseguenza di altri giorni storti. Come ieri.

E sono giorni in cui puoi decidere di fare due cose.

Subire tutto quello che ti capita. Come ieri. E passare una giornata di..fianda. (Eh, chi è pratico di cavalli, sa…)

Oppure…come oggi…fregartene se piove e c’è pure la nebbia e un vento che rende inutile qualsiasi tentativo di ripararsi dalla pioggia e uscire. E andare dal parrucchiere (piove? Estica!!) e poi a seguire quel seminario sulla filosofia. Chiedendoti se il fatto che fosse stato organizzato nello stesso giorno di Italia Scozia all’Olimpico..fosse un chiaro segnale del ‘momento cosmico’ che stai vivendo.

E poi.. trovarsi a sera a scrivere di una giornata iniziata male..ma finita benissimo!!

E il pomeriggio è stata una boccata di ossigeno! Ed è bello e inebriante scoprire che sono un po’ più ricca.. 😊

Devo innanzitutto dire un paio di cose:

ho scoperto che si può seguire un seminario di filosofia e quando finisce, sentirsi come quando si esce dal cinema e si è visto un gran bel film! Grande Prof Saraceni! Grazie!! 😊

Poi ho trovato nuove amiche.. E spero davvero che questo sia stato un ‘fantastico inizio’!! ❤️

Grazie ragazze!! 😘

E ora ecco la mia sgangherata cronaca:

Stasera ho capito che:

1)Se mi si rompe la macchina..da domani chiamerò il life/coach😉;

2)Cyrano de Bergerac è morto per una penna…😳 (Fatevi un pò i conti voi di quanto elevati potessero essere i valori all’epoca). Ma è anche vero che..ascoltata tutta la sua storia…si evince che in un solo uomo non possono mai coesistere intelligenza, cuore e bellezza… Quindi care donne..scegliete la qualità che preferite abbia il vs Uomo..e non pretendetene altre e soprattutto ricordate che i principi azzurri NON esistono. (Ma se siete indecise e non sapete quale qualità scegliere oppure le volete tutte (incontentabili!!) e siete molto brave a organizzare le vostre giornate e la vostra privacy…potreste tentare la via dei ‘tre uomini (ma mi raccomando) ignari dell’esistenza l’uno dell’altro’..)

3)Nonostante strane storie di tavole imbandite e lunghe forchette…tra Inferno e Paradiso io continuo a preferire il primo.. 😈 (Qui caro Prof…non mi hai convinta..)

4)E poi, il numero 4…potrebbe anche smetterla di sentirsi scontento di se e mettersi davanti allo specchio..così raddoppia e diventa 8 e fa godere un po’ il suo ego malconcio;

5)Insomma, alla fine, non so se ho capito proprio quello che voleva dire il Prof, ma non dispero. Pare che la filosofia sia un po’ come il vino…deve stare nella botte a maturare… Perciò attendo pazientemente che il mosto fermenti… 😉
Ah, quasi dimenticavo: nuove sfumature (non 50..) di colore tra i capelli!

  
E mi piacciono!! 😄
…e intanto l’Italia del rugby si sta avviando a conquistare l’ambito cucchiaio di legno… 😞

La primavera è alle porte e qualche fiore, da quest’anno, sarà petaloso

Guardate il cielo e domandatevi: la pecora ha mangiato o non ha mangiato il fiore?

Forse no…se c’è un bambino che lo vede ed è così petaloso..

(grazie a Giorgia Penzo 🙂 )

Gio. ✎

Margherita Aurora è l’insegnante di una scuola primaria di Copparo, in provincia di Ferrara. Qualche settimana fa, durante un compito sugli aggettivi, uno dei sui alunni – Matteo – ha descritto un fiore con un termine ben preciso: “petaloso“.
La parola, benché inesistente nella lingua italiana, è piaciuta così tanto alla maestra che ha suggerito di inviarla all’Accademia della Crusca per una valutazione. E la Crusca non si è fatta pregare.

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Con un linguaggio adatto ai bambini Maria Cristina Torchia – della Redazione Consulenza Linguistica – ha risposto così (testo integrale):

Caro Matteo,
la parola che hai inventato è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano così come sono usate parole formate nello stesso modo.
Tu hai messo insieme le parole petalo + oso ➺ petaloso = pieno di petali, con tanti petali.
Allo stesso modo in italiano ci sono:

  • pelo + oso ➺ peloso = pieno di peli, con…

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…dopo una notte insonne..

Un amico mi diceva sempre che se conosci già le regole e hai già fatto quell’errore…se lo commetti di nuovo, allora non puoi cercare giustificazioni. 

Se penso a tutti quelli che con cocciutaggine, a forza di sbagliare, hanno cambiato le regole…forse si sbagliava..

Ma se penso a quanto può essere dolorosamente inutile continuare a credere in certe persone…forse aveva ragione.. 

Conclusione: dormire fa bene al corpo e alla mente! 😉