F-inalmente L-ibera da FacciaLibro…

Eh già! Sembrava la fine del mondo..ma sono ancora qua. Ci vuole abilità… 😂😂

Riporto qui l’ultimo post che ho scritto su Faccialibro, perché sia per me memento imperituro.

Quando ho aperto il mio primo account su FB, l’ho fatto per curiosità. La mia curiosità, male cronico con il quale convivo da sempre, è cosa nota a molti dei miei amici (anche virtuali). 😉

Ma anche se ero curiosa, questo nuovo social, che si affacciava timido nel mondo web, mi trovava diffidente. Ma non potevo non provare!

Era molto diverso Faccialibro allora… E non mi piaceva. Nemmeno allora. Io venivo dal mondo dei blog… E per quanto virtuali, i rapporti fra blogger erano più sinceri. E chi commentava era interessato a quel che scrivevi, non certo alla foto del tuo avatar! Magari non tutti i blog erano così ma…il mondo blog era democratico e rispettoso. C’era spazio per tutti e ognuno poteva scegliere cosa e chi seguire.

È stato un bell’angolo della mia vita. Mi sono arricchita di nuove prospettive e mi sono anche divertita. E ho anche trovato degli amici preziosi.

Ma..come tutte le cose della vita, belle o brutte che siano, anche quel momento è finito.

Nel frattempo…c’era FB. Che cresceva e si ‘adattava’.

Ma io lo guardavo sempre di traverso. Il blog si adattava a me, ai miei umori, alle mie emozioni.  FB invece, mi chiedeva di adattarmi a lui.

Intanto, in contraddizione con il mio sentire, sembrava che quasi tutti si trovassero a proprio agio. Tutti si iscrivevano.. Finché non è diventato normale, scontato, avere un account qui sopra.

E così ci ho provato. Per anni mi sono infilata questo vestito stretto. Scomodo. Ripetendomi che ero io quella sbagliata.

Una cosa è certa. Se è così, sono ancora sbagliata.

Perché quel sottile disagio non se ne è mai andato. Anzi. I miei occhi hanno visto peggiorare questo social. Fino a diventare quello che è ora.

Tutti contro tutti. Ogni argomento è la scusa per scatenare litigi che sono solo sfogo di aggressività.

Non c’è scambio. È il trionfo dell’ego e della violenza. Verbale certo. Ma non per questo meno cattiva.

FB è un social network. Ovvero una ‘rete sociale’. MA francamente cosa ci sia di ‘sociale’, quali siano le connessioni fra individui, dove sia lo scambio…resta per me, un mistero. È il posto più A-sociale che mi sia mai capitato di frequentare.

Le connessioni sono ormai ridotte a due macro categorie, o si sceglie la ‘demenza’ di post inutili (alcuni esempi per tutti: i gattini, le finte citazioni, le battute sarcastiche, i selfie!!..), oppure le ‘guerre verbali’. Senza rispetto. Senza considerazione per l’altro.  Poi, per carità, ci sono sempre splendide eccezioni, e senza modestia, tra i miei amici, l’eccezione è regola… (sempre detto che sono immeritatamente fortunata!), ma..ciononostante, io continuo a sentire che questo non è il mio posto.

Questo social comunque continua ad impormi di leggere quello che, se libera, non leggerei. E di fare quello che, se libera, forse non farei. E questo mi lascia sempre addosso emozioni negative.

E poi, per come è strutturato, c’è l’inevitabile problema della dipendenza.  Il blog era un momento di pausa. Mi dedicavo a lui quando potevo, avevo tempo e voglia. Qui, “devi” esserci. Passarci spesso, e se vuoi essere partecipe nelle discussioni, troppo spesso.   So che c’è chi riesce a non farsi prendere da questo ‘vizio perverso’, ma la ‘convivenza’ smartphone/Facebook/messenger, spesso crea pericolose dipendenze.

Per questo e per molto altro ancora… io chiudo il mio account FB.

E lascio alle parole di una canzone, che sento mie, il compito di spiegare tutto quello che non ho detto perché così come lo dice lui io non saprei dirlo mai…

“….io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite, riflettori e paillettes delle televisioni, alle urla scomposte di politicanti professionisti, a quelle vostre glorie vuote da coglioni…

E dico addio al mondo inventato del villaggio globale, alle diete per mantenersi in forma smagliante, a chi parla sempre di un futuro trionfale e ad ogni impresa di questo secolo trionfante, alle magie di moda delle religioni orientali che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero, ai personaggi cicaleggianti dei talk-show che squittiscono ad ogni ora un nuovo “vero” alle futilità pettegole sui calciatori miliardari, alle loro modelle senza umanità alle sempiterne belle in gara sui calendari, a chi dimentica o ignora l’umiltà…

Io, figlio d’una casalinga e di un impiegato, cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia, io, tirato su a castagne ed ad erba spagna, io, sempre un momento fa campagnolo inurbato, due soldi d’elementari ed uno d’università, ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà…

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito, a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia o sceglie a caso per i tiramenti del momento curando però sempre di riempirsi la pancia e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati, ai ceroni ed ai parrucchini per signore, alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati, al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore, a chi si dichiara di sinistra e democratico però è amico di tutti perché non si sa mai, e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico ed è anche fondamentalista per evitare guai a questo orizzonte di affaristi e d’imbroglioni fatto di nebbia, pieno di sembrare, ricolmo di nani, ballerine e canzoni, di lotterie, l’unica fede il cui sperare…”
Ho bisogno di VERO, di contatto, di fatti e di parole che siano crescita e non malessere e voglio gestire da padrona e non da suddita, il mio tempo e il mio spazio. E poi è stupido restare in un luogo che ti fa sentire a disagio…

Non so se sarà per sempre.. so che ora è così. E so che gli amici veri capiranno.. 😊
Un’ultima cosa:

Se a qualcuno va di passare ogni tanto a trovarmi.. mi trova qui:
https://nadaparticular.wordpress.com/

“Nell’anno 2016 di nostra vita io, giullare da niente, ma indignata, anch’io qui canto con parola sfinita, con un ruggito che diventa belato, ma a te dedico queste parole da poco che sottendono solo un vizio antico, sperando però che tu non le prenda come un gioco, tu, ipocrita uditore, mio simile…

mio amico…”

https://youtu.be/Uu0aetKD5x0

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